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Roma, 22 marzo 2007
Ai Capigruppo della Camera dei Deputati Ai
Capigruppo del Senato Prot. 8/07AG/ADM/lb
L’Apu, Associazione di rappresentanza delle famiglie proprietarie dell’alloggio in cui vivono, ha apprezzato sia l’impegno del Presidente Prodi di ridurre l’ICI per le famiglie numerose che le recenti posizioni, espresse dalla maggioranza di Governo, di ridurre la tassazione sulle famiglie ed, in particolare, di abolire l’ICI sulla prima casa. L’ICI sulla prima casa grava su milioni di famiglie, in maggioranza composte da persone anziane e con redditi modesti: è giusto quindi eliminarla progressivamente, a partire dalle famiglie numerose e detentrici di redditi medio-bassi. Auspichiamo, pertanto, una rapida trasformazione di queste buone intenzioni in un provvedimento legislativo, che permetta ai proprietari utenti di usufruire della riduzione già dall’acconto di giugno. Non si comprende, però, il riferimento solo alle famiglie numerose e non anche ai redditi bassi: il meccanismo, a nostro avviso più corretto, potrebbe essere quello del riferimento al reddito pro-capite, che tiene conto sia del reddito che della composizione del nucleo familiare. L’APU auspica che questo sia il primo passo che porti al superamento dell’ICI sulla prima casa, nell’ambito di una riforma della finanza locale che assicuri adeguate risorse finanziarie ai comuni, necessarie per garantire qualificati servizi ed assistenza da parte degli stessi: è necessario, quindi, che questa misura si accompagni al trasferimento ai Comuni, insieme alla gestione del catasto, anche della tassazione immobiliare, a compensazione delle minori entrate ICI. Le famiglie proprietarie dell’alloggio in cui vivono, soprattutto le più povere, non devono pagare l’ICI, ma hanno anche bisogno di Comuni finanziariamente in grado di fornire adeguati servizi ai cittadini e di garantire città vivibili e con una elevata qualità edilizia, urbana ed ambientale. |