PROPOSTE DI MODIFICA
ALLA MANOVRA FINANZIARIA 2004

Premessa

L’APU, Associazione dei Proprietari Utenti dell’abitazione detenuta in proprietà, esprime un giudizio negativo sulla manovra finanziaria 2004, normata dal D.L. 269/03 e dal Disegno di Legge Finanziaria, attualmente all’esame del Senato.

Tale giudizio è motivato dalle seguenti fondamentali questioni.

  1. Il netto dissenso dell’APU rispetto alla normativa, contenuta nel Decreto Legge 269/03, che di fatto avvia un nuovo generalizzato condono degli abusi edilizi. Questa normativa, se non corretta, produrrà in primo luogo il rilancio dell’abusivismo e delle diverse forme di illegalità sociale; in secondo luogo avvierà una ulteriore dequalificazione dei servizi e delle infrastrutture; incrementerà, infine, il degrado ambientale ed urbano di vaste aree territoriali.
  2. L’assenza (pur apprezzando la proroga di un anno delle detrazioni IRPEF del 36% e quella, di soli 3 mesi, dell’IVA ridotta al 10% per gli interventi di manutenzione e ristrutturazione edilizia) di misure di sostegno alla riqualificazione urbana ed ambientale e di incentivo, fiscale e creditizio, ai proprietari utenti per rilanciare le attività di recupero e messa in sicurezza dei fabbricati.
  3. L’ulteriore riduzione dei trasferimenti alle Regioni ed agli Enti locali che produrrà, inevitabilmente, una riduzione dei servizi erogati ai cittadini e dei programmi di sostegno e qualificazione dell’abitare.


L’APU auspica che ciò venga scongiurato assumendo le richieste di modifica della legge finanziaria avanzate dalle Regioni e dagli Enti locali.

Proposte di modifica

L’APU chiede al Parlamento di modificare in maniera significativa gli attuali orientamenti della manovra finanziaria, per recepire in qualche misura le esigenze dei proprietari utenti espresse in premessa ed, in particolare, chiede che vengano introdotte le seguenti modifiche:

a) limitare la sanatoria edilizia, prevista dal Decreto Legge 269/03, ai piccoli abusi interni alle abitazioni e che non compromettano il decoro e la statica degli edifici, a danno degli altri condomini;
b) rendere permanente la detrazione IRPEF del 36%, prevista a favore dei contribuenti che effettuano interventi di recupero edilizio sia sulle loro unità immobiliari che sulle parti comuni degli edifici condominiali;
c) riportare il tetto di spesa detraibile, relativo agli interventi di recupero di cui al punto precedente, a 78.000 Euro;
d) elevare le predette detrazioni al 50%, per gli interventi edilizi riguardanti misure di adeguamento degli impianti e delle strutture, imposte da normative sulla sicurezza e sul risparmio energetico;
e) prevedere, in alternativa alle detrazioni del 50% di cui al punto precedente, la possibilità per i proprietari utenti di accedere a mutui agevolati, che consentano di sopportare l’onere economico di interventi costosi, spesso imposti ai condomini dalle normative pubbliche;
f) definire, a livello europeo, orientamenti comuni che permettano di rendere permanente l’IVA al 10% per gli interventi di manutenzione e ristrutturazione degli edifici residenziali;
g) eliminare l’assicurazione obbligatoria degli immobili privati ad uso abitativo in relazione al rischio prodotto dalle calamità naturali, introdotta dall’ art. 40 del Disegno di Legge Finanziaria.

Quest’ultima norma, a parere dell’APU, rappresenta l’avvio di un progressivo superamento della responsabilità pubblica in materia di sicurezza ed incolumità dei cittadini in presenza di calamità naturali, i cui esiti catastrofici sono, spesso, addebitabili al degrado territoriale ed ambientale ed all’assenza di adeguate normative e consistenti finanziamenti, per monitore e consolidare gli assetti idrogeologici e la qualità e sicurezza del patrimonio immobiliare. Essa rappresenta, per certi aspetti, il completamento della logica aberrante che sottende il condono edilizio: si incentiva, da un lato un uso improprio ed abusivo del territorio, dall’altro si privatizza, attraverso una assicurazione obbligatoria, l’onere di pagare le conseguenze catastrofiche che gli eventi naturali producono su un territorio devastato. Questa norma è solo un nuovo regalo alle compagnie di assicurazione ed un nuovo, peraltro inutile, balzello che graverà sui proprietari di casa rispettosi delle norme pubbliche a tutela della qualità e sicurezza degli immobili.