Roma, 17 ottobre 2002
 
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
On.le Silvio Berlusconi
Palazzo Chigi
Piazza Colonna 370
00187 ROMA
 
Al Presidente della Camera
On.le Pier Ferdinando Casini
Camera dei Deputati
00186 ROMA
 
Al Presidente del Senato
Sen. Marcello Pera
Senato della Repubblica
00186 ROMA
 
Ai Presidenti dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati
 
Ai presidenti delle componenti della Camera dei Deputati
 
Ai Presidenti dei gruppi parlamentari del Senato della Repubblica

Prot. 02.85.AG.ADM.pg


Ogg.: proposte di modifica alla legge Finanziaria 2003.

IL Disegno di Legge sulla finanziaria 2003, a parere dell’APU, non contiene misure di sostegno e agevolazione della prima abitazione e penalizza, di fatto, il proprietario utente in materia di detrazioni fiscali.

Si auspica che il Parlamento, in sede di approvazione della legge, intervenga con le opportune modifiche, in particolare in materia di detrazioni e agevolazioni fiscali ai proprietari diretti dell'abitazione, alle prese con necessari e non più differibili interventi di risanamento, recupero ed adeguamento delle abitazioni, delle parti comuni e degli impianti condominiali, resi obbligatori per garantire la sicurezza.

In particolare L’APU chiede che:

  1. sia ripristinata e resa definitiva la detrazione fiscale del 36% per i lavori interni e condominiali, soppressa dalla proposta del Governo;
  2. la predetta detrazione sia elevata al 40%, per gli interventi edilizi riguardanti misure di adeguamento degli impianti e delle strutture, imposti da normative sulla sicurezza e sul risparmio energetico;
  3. i proprietari utenti, in alternativa alla detrazione del 40%, possano accedere a mutui agevolati che consentano, nei casi di redditi bassi e medio bassi, di sopportare l'onere economico di interventi costosi, spesso imposti da normative pubblicistiche che i condomini devono obbligatoriamente attuare;
  4. si risolva il problema della rinegoziazione dei mutui agevolati per l’acquisto o la costruzione della prima casa, abrogando il comma 62 dell’articolo 145 della legge 388/2000, nell’interesse non solo dei proprietari utenti, ma anche delle regioni e dei comuni che potranno così recuperare migliaia di miliardi delle vecchie lire, da destinare allo sviluppo dell’edilizia sociale.

L’APU, inoltre, valuta negativamente i tagli, previsti dalla Legge finanziaria 2003, ai trasferimenti alle regioni ed agli enti locali, nonché il blocco dell’autonomia impositiva degli stessi: ciò produrrà inevitabilmente una riduzione dei servizi erogati ai cittadini, l’aumento delle tariffe e potrebbe attivare un generalizzato aumento dell’ICI.

L’APU auspica che ciò venga scongiurato assumendo le richieste, avanzate dagli Enti locali, di modifica della Legge finanziaria ed esprime, comunque, la più netta opposizione ad ipotesi di aumento indiscriminato dell’ICI.

Per illustrare nel dettaglio i contenuti delle nostre proposte, Le chiediamo un incontro.

In attesa di un Suo cortese riscontro, Le porgiamo distinti saluti


Il Presidente
Antonio De Monaco