STRALCIO
DEL TESTO COORDINATO DEL DECRETO LEGGE 30 settembre 2003, n.269 Testo
del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, coordinato con la legge di
conversione 24 novembre 2003, n. 326, recante: «Disposizioni urgenti
per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti
pubblici.». (GU n. 274 del 25-11-2003- Suppl. Ordinario n.181)
Art.
5.
Trasformazione della Cassa depositi e prestiti in societa' per azioni
-
La Cassa depositi e prestiti e' trasformata in societa' per azioni
con la denominazione di «Cassa depositi e prestiti societa'
per azioni» (CDP S.p.a.), con effetto dalla data della pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale di cui al comma
3. La CDP S.p.a., salvo quanto previsto dal comma 3, subentra nei
rapporti attivi e passivi e conserva i diritti e gli obblighi anteriori
alla trasformazione.
-
Le azioni della CDP S.p.a. sono attribuite allo Stato, che esercita
i diritti dell'azionista ai sensi dell'articolo 24, comma 1, lettera
a), del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300; non si applicano
le disposizioni dell'articolo 2362 del codice civile. Le fondazioni
di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153,
e altri soggetti pubblici o privati possono detenere quote complessivamente
di minoranza del capitale della CDP S.p.a.
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Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di natura non
regolamentare, da emanare entro due mesi dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, sono determinati:
a) le funzioni, le attivita' e le passivita' della Cassa depositi
e prestiti anteriori alla trasformazione che sono trasferite al Ministero
dell'economia e delle finanze e quelle assegnate alla gestione separata
della CDP S.p.a. di cui al comma 8;
b) i beni e le partecipazioni societarie dello Stato, anche indirette,
che sono trasferite alla CDP S.p.a. e assegnate alla gestione separata
di cui al comma 8, anche in deroga alla normativa vigente. I relativi
valori di trasferimento e di iscrizione in bilancio sono determinati
sulla scorta della relazione giurata di stima prodotta da uno o piu'
soggetti di adeguata esperienza e qualificazione professionale nominati
dal Ministero, anche in deroga agli articoli da 2342 a 2345 del codice
civile ed all'articolo 24 della legge 27 dicembre 2002, n. 289. Con
successivi decreti ministeriali possono essere disposti ulteriori
trasferimenti e conferimenti;
c) gli impegni accessori assunti dallo Stato;
d) il capitale sociale della CDP S.p.a., comunque in misura non inferiore
al fondo di dotazione della Cassa depositi e prestiti risultante dall'ultimo
bilancio di esercizio approvato.
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((Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
natura non regolamentare, su proposta del Ministro dell'economia e
delle finanze, e' approvato lo statuto della CDP S.p.a. e sono nominati
i componenti del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale
per il primo periodo di durata in carica. Per tale primo periodo restano
in carica i componenti del collegio dei revisori indicati ai sensi
e per gli effetti dell'articolo 10 della legge 13 maggio 1983, n.
197. Le successive modifiche allo statuto della CDP S.p.a. e le nomine
dei componenti degli organi sociali per i successivi periodi sono
deliberate a norma del codice civile. ))
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Il primo esercizio sociale della CDP S.p.a. si chiude al 31 dicembre
2004.
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Alla CDP S.p.a. si applicano le disposizioni del titolo V del testo
unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385, previste per gli intermediari
iscritti nell'elenco speciale di cui all'articolo 107 del medesimo
decreto legislativo, tenendo presenti le caratteristiche del soggetto
vigilato e la speciale disciplina della gestione separata di cui al
commna 8.
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La CDP S.p.a. finanzia, sotto qualsiasi forma:
a) lo Stato, le regioni, gli enti locali, gli enti pubblici e gli
organismi di diritto pubblico, utilizzando fondi rimborsabili sotto
forma di libretti di risparmio postale e di buoni fruttiferi postali,
assistiti dalla garanzia dello Stato e distribuiti attraverso Poste
italiane S.p.a. o societa' (( da )) essa controllate,
e fondi provenienti dall'emissione di titoli, dall'assunzione di finanziamenti
e da altre operazioni finanziarie, che possono essere assistiti dalla
garanzia dello Stato;
b) le opere, gli impianti, le reti e le dotazioni destinati alla fornitura
di servizi pubblici ed alle bonifiche, utilizzando fondi provenienti
dall'emissione di titoli, dall'assunzione di finanziamenti e da altre
operazioni finanziarie, senza garanzia dello Stato e con preclusione
della raccolta di fondi a vista. (( La raccolta di fondi e'
effettuata esclusivamente presso investitori istituzionali. ))
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La CDP S.p.a. assume partecipazioni e svolge le attivita', strumentali,
connesse e accessorie; per l'attuazione di quanto previsto al comma
7, lettera a), la CDP S.p.a. istituisce un sistema separato ai soli
fini contabili ed organizzativi, la cui gestione e' uniformata a criteri
di trasparenza e di salvaguardia dell'equilibrio economico. Sono assegnate
alla gestione separata le partecipazioni e le attivita' ad essa strumentali,
connesse e accessorie, e le attivita' di assistenza e di consulenza
in favore dei soggetti di cui al comma 7, lettera a). Il decreto ministeriale
di cui al comma 3 puo' prevedere forme di razionalizzazione e concentrazione
delle partecipazioni detenute dalla Cassa depositi e prestiti alla
data di trasformazione in societa' per azioni.
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Al Ministro dell'economia e delle finanze spetta il potere di indirizzo
della gestione separata di cui al comma 8. E' confermata, per la gestione
separata, la commissione di vigilanza prevista dall'articolo 3 del
regio decreto 2 gennaio 1913, n. 453, e successive modificazioni.
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Per l'amministrazione della gestione separata di cui al comma 8 il
consiglio di amministrazione della CDP S.p.a. e' integrato dai membri,
con funzioni di amministratore, indicati alle lettere c), d) ed f)
del primo comma dell'articolo 7 della legge 13 mag-gio 1983, n. 197.
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Per l'attivita' della gestione separata di cui al comma 8 il Ministro
dell'economia e delle finanze determina con propri decreti di natura
non regolamentare:
a) i criteri per la definizione delle condizioni generali ed economiche
dei libretti di risparmio postale, dei buoni fruttiferi postali, dei
titoli, dei finanziamenti e delle altre operazioni finanziarie assistiti
dalla garanzia dello Stato;
b) i criteri per la definizione delle condizioni generali ed economiche
degli impieghi, nel rispetto dei principi di accessibilita', uniformita'
di trattamento, predeterminazione e non discriminazione;
c) le norme in materia di trasparenza, pubblicita', contratti e comunicazioni
periodiche;
d) i criteri di gestione delle partecipazioni assegnate ai sensi del
comma 3.
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Sino all'emanazione dei decreti di cui al comma 11 la CDP S.p.a. continua
a svolgere le funzioni oggetto della gestione separata di cui al comma
8 secondo le disposizioni vigenti alla data di trasformazione della
Cassa depositi e prestiti in societa' per azioni. I rapporti in essere
e i procedimenti amministrativi in corso alla data di entrata in vigore
dei decreti di cui al comma 11 continuano ad essere regolati dai provvedimenti
adottati e dalle norme legislative e regolamentari vigenti in data
anteriore. Per quanto non disciplinato dai decreti di cui al comma
11 continua ad applicarsi la normativa vigente in quanto compatibile.
Le attribuzioni del consiglio di amministrazione e del direttore generale
della Cassa depositi e prestiti anteriori alla trasformazione sono
esercitate, rispettivamente, dal consiglio di amministrazione e, se
previsto, dall'amministratore delegato della CDP S.p.a.
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All'attivita' di impiego della gestione separata di cui al comma 8
continuano ad applicarsi le disposizioni piu' favorevoli previste
per la Cassa depositi e prestiti anteriori alla trasformazione, inclusa
la disposizione di cui all'articolo 204, comma 2, del decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267.
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La gestione separata di cui al comma 8 subentra nei rapporti attivi
e passivi e conserva i diritti e gli obblighi sorti per effetto della
cartolarizzazione dei crediti effettuata ai sensi dell'articolo 8
del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni,
dalla legge 15 giugno 2002, n. 112.
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La gestione separata di cui al comma 8 puo' avvalersi dell'Avvocatura
dello Stato, ai sensi dell'articolo 43 del testo unico delle leggi
e delle norme giuridiche sulla rappresentanza e difesa in giudizio
dello Stato e sull'ordinamento dell'Avvocatura dello Stato, di cui
al regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611, e successive modificazioni.
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Il Ministro dell'economia e delle finanze, sulla base di apposita
relazione presentata dalla CDP S.p.a., riferisce annualmente al Parlamento
sulle attivita' svolte e sui risultati conseguiti dalla CDP S.p.a..
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Il controllo della Corte dei conti si svolge sulla CDP S.p.a. con
le modalita' previste dall'articolo 12 della legge 21 marzo 1958,
n. 259.
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La CDP S.p.a. puo' destinare propri beni e rapporti giuridici al soddisfacimento
dei diritti dei portatori di titoli da essa emessi e di altri soggetti
finanziatori. A tal fine la CDP S.p.a. adotta apposita deliberazione
contenente l'esatta descrizione dei beni e dei rapporti giuridici
destinati, dei soggetti a cui vantaggio la destinazione e' effettuata,
dei diritti ad essi attribuiti e delle modalita' con le quali e' possibile
disporre, integrare e sostituire elementi del patrimonio destinato.
La deliberazione e' depositata e iscritta a norma dell'articolo 2436
del codice civile. Dalla data di deposito della deliberazione i beni
e i rapporti giuridici individuati sono destinati esclusivamente al
soddisfacimento dei diritti dei soggetti a cui vantaggio la destinazione
e' effettuata e costituiscono patrimonio separato a tutti gli effetti
da quello della CDP S.p.a. e dagli altri patrimoni destinati. Fino
al completo soddisfacimento dei diritti dei soggetti a cui vantaggio
la destinazione e' effettuata, sul patrimonio destinato e sui frutti
e proventi da esso derivanti sono ammesse azioni soltanto a tutela
dei diritti dei predetti soggetti. Se la deliberazione di destinazione
del patrimonio non dispone diversamente, delle obbligazioni nei confronti
dei soggetti a cui vantaggio la destinazione e' effettuata la CDP
S.p.a. risponde esclusivamente nei limiti del patrimonio ad essi destinato
e dei diritti ad essi attribuiti. Resta salva in ogni caso la responsabilita'
illimitata della CDP S.p.a. per le obbligazioni derivanti da fatto
illecito. Con riferimento a ciascun patrimonio separato la CDP S.p.a.
tiene separatamente i libri e le scritture contabili prescritti dagli
articoli 2214 e seguenti del codice civile. Per il caso di sottoposizione
della CDP S.p.a. alle procedure di cui al titolo IV del testo unico
delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo
1° settembre 1993, n. 385, o ad altra procedura concorsuale applicabile,
i contratti relativi a ciascun patrimonio destinato continuano ad
avere esecuzione e continuano ad applicarsi le previsioni contenute
nel presente comma. Gli organi della procedura provvedono al tempestivo
pagamento delle passivita' al cui servizio il patrimonio e' destinato
e nei limiti dello stesso, secondo le scadenze e gli altri termini
previsti nei relativi contratti preesistenti. Gli organi della procedura
possono trasferire o affidare in gestione a banche i beni e i rapporti
giuridici ricompresi in ciascun patrimonio destinato e le relative
passivita'.
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Alla scadenza, anche anticipata per qualsiasi motivo, del contratto
di servizio ovvero del rapporto con il quale e' attribuita la disponibilita'
o e' affidata la gestione delle opere, degli impianti, delle reti
e delle dotazioni destinati alla fornitura di servizi pubblici in
relazione ai quali e' intervenuto il finanziamento della CDP S.p.a.
o di altri soggetti autorizzati alla concessione di credito, gli indennizzi
dovuti al soggetto uscente sono destinati prioritariamente al soddisfacimento
dei crediti della CDP S.p.a. e degli altri finanziatori di cui al
presente comma, sono indisponibili da parte del soggetto uscente fino
al completo soddisfacimento dei predetti crediti e non possono formare
oggetto di azioni da parte di creditori diversi dalla CDP S.p.a. e
dagli altri finanziatori di cui al presente comma. Il nuovo soggetto
gestore assume, senza liberazione del debitore originario, l'eventuale
debito residuo nei confronti della CDP S.p.a. e degli altri finanziatori
di cui al presente comma. L'ente affidante e, se prevista, la societa'
proprietaria delle opere, degli impianti, delle reti e delle dotazioni
garantiscono in solido il debito residuo fino all'individuazione del
nuovo soggetto gestore. Anche ai finanziamenti concessi dalla CDP
S.p.a. si applicano le disposizioni di cui ai commi 3 e 4 dell'articolo
42 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di
cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385.
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Salvo le deleghe previste dallo statuto, l'organo amministrativo della
CDP S.p.a. delibera le operazioni di raccolta di fondi con obbligo
di rimborso sotto qualsiasi forma. Ad esse non si applicano il divieto
di raccolta del risparmio tra il pubblico previsto dall'articolo 11,
comma 2, del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia,
di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, ne' i
limiti quantitativi alla raccolta previsti dalla normativa vigente;
non trovano altresi' applicazione gli articoli da 2410 a 2420 del
codice civile. Per ciascuna emissione di titoli puo' essere nominato
un rappresentante comune dei portatori dei titoli, il quale ne cura
gli interessi e in loro rappresentanza esclusiva esercita i poteri
stabiliti in sede di nomina e approva le modificazioni delle condizioni
dell'operazione.
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Ai decreti ministeriali emanati in base alle norme contenute nel presente
articolo si applicano le disposizioni di cui all'articolo 3, comma
13, della legge 14 gennaio 1994, n. 20.
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La pubblicazione del decreto di cui al comma 3 nella Gazzetta Ufficiale
tiene luogo degli adempimenti in materia di costituzione delle societa'
previsti dalla normativa vigente.
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Tutti gli atti e le operazioni posti in essere per la trasformazione
della Cassa depositi e prestiti e per l'effettuazione dei trasferimenti
e conferimenti previsti dal presente articolo sono esenti da imposizione
fiscale, diretta ed indiretta.
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Tutti gli atti, contratti, trasferimenti, prestazioni e formalita'
relativi alle operazioni di raccolta e di impiego, sotto qualsiasi
forma, effettuate dalla gestione separata di cui al comma 8, alla
loro esecuzione, modificazione ed estinzione, alle garanzie anche
reali di qualunque tipo da chiunque e in qualsiasi momento prestate,
sono esenti dall'imposta di registro, dall'imposta di bollo, dalle
imposte ipotecaria e catastale e da ogni altra imposta indiretta,
nonche' ogni altro tributo o diritto. Non si applica la ritenuta di
cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 26 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sugli interessi e gli altri
proventi dei conti correnti dedicati alla gestione separata di cui
al comma 8.
-
Gli interessi e gli altri proventi dei titoli di qualsiasi natura
e di qualsiasi durata emessi dalla CDP S.p.a. sono soggetti al regime
dell'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nella misura del
12,50%, di cui al decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239.
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Il rapporto di lavoro del personale alle dipendenze della Cassa depositi
e prestiti al momento della trasformazione prosegue con la CDP S.p.a.
ed e' disciplinato dalla contrattazione collettiva e dalle leggi che
regolano il rapporto di lavoro privato. Sono fatti salvi i diritti
quesiti e gli effetti, per i dipendenti della Cassa, rivenienti dalla
originaria natura pubblica dell'ente di appartenenza, ivi inclusa
l'ammissibilita' ai concorsi pubblici per i quali sia richiesta una
specifica anzianita' di servizio, ove conseguita. I trattamenti vigenti
alla data di entrata in vigore del presente decreto continuano ad
applicarsi al personale gia' dipendente della Cassa depositi e prestiti
fino alla stipulazione di un nuovo contratto. In sede di prima applicazione,
non puo' essere attribuito al predetto personale un trattamento economico
meno favorevole di quello spettante alla data di entrata in vigore
del presente decreto. Per il personale gia' dipendente dalla Cassa
depositi e prestiti, che ne fa richiesta, entro sessanta giorni dalla
trasformazione si attivano, sentite le organizzazioni sindacali, le
procedure di mobilita', con collocamento prioritario al Ministero
dell'economia e delle finanze. Il personale trasferito e' inquadrato,
in base all'ex livello di appartenenza e secondo le equipollenze definite
dal decreto del Presidente della Repubblica 4 agosto 1984 e successive
modificazioni e 4 agosto 1986 e successive modificazioni, nella corrispondente
area e posizione economica, o in quella eventualmente ricoperta in
precedenti servizi prestati presso altre pubbliche amministrazioni,
se superiore. Al personale trasferito o reinquadrato nelle pubbliche
amministrazioni ai sensi del presente comma e' riconosciuto un assegno
personale pensionabile, riassorbibile con qualsiasi successivo miglioramento,
pari alla differenza tra la retribuzione globale percepibile al momento
della trasformazione, come definita dal vigente CCNL, e quella spettante
in base al nuovo inquadramento; le indennita' spettanti presso l'amministrazione
di destinazione sono corrisposte nella misura eventualmente eccedente
l'importo del predetto assegno personale. Entro cinque anni dalla
trasformazione, il personale gia' dipendente della Cassa depositi
e prestiti che ha proseguito il rapporto di lavoro dipendente con
CDP S.p.a. puo' richiedere il reinquadramento nei ruoli delle amministrazioni
pubbliche secondo le modalita' e i termini previsti dall'articolo
54 del CCNL per il personale non dirigente della Cassa depositi e
prestiti per il quadriennio normativo 1998-2001. I dipendenti in servizio
all'atto della trasformazione mantengono il regime pensionistico e
quello relativo all'indennita' di buonuscita secondo le regole vigenti
per il personale delle pubbliche amministrazioni. Entro sei mesi dalla
data di trasformazione, i predetti dipendenti possono esercitare,
con applicazione dell'articolo 6 della legge 7 febbraio 1979, n. 29,
opzione per il regime pensionistico applicabile ai dipendenti assunti
in data successiva alla trasformazione, i quali sono iscritti all'assicurazione
obbligatoria gestita dall'I.N.P.S. e hanno diritto al trattamento
di fine rapporto ai sensi dell'articolo 2120 del codice civile.
-
Nell'articolo 8, comma 4, del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112,
(( i periodi quinto, sesto, settimo ed ottavo sono sostituiti
)) dai seguenti: «Infrastrutture S.p.a. puo' destinare
propri beni e rapporti giuridici al soddisfacimento dei diritti dei
portatori di titoli da essa emessi e di altri soggetti finanziatori.
A tal fine Infrastrutture S.p.a. adotta apposita deliberazione contenente
l'esatta descrizione dei beni e dei rapporti giuridici destinati,
dei soggetti a cui vantaggio la destinazione e' effettuata, dei diritti
ad essi attribuiti e delle modalita' con le quali e' possibile disporre,
integrare e sostituire elementi del patrimonio destinato. La deliberazione
e' depositata e iscritta a norma dell'articolo 2436 del codice civile.
Dalla data di deposito della deliberazione i beni e i rapporti giuridici
individuati sono destinati esclusivamente al soddisfacimento dei diritti
dei soggetti a cui vantaggio la destinazione e' effettuata e costituiscono
patrimonio separato a tutti gli effetti da quello di Infrastrutture
S.p.a. e dagli altri patrimoni destinati. Fino al completo soddisfacimento
dei diritti dei soggetti a cui vantaggio la destinazione e' effettuata,
sul patrimonio destinato e sui frutti e proventi da esso derivanti
sono ammesse azioni soltanto a tutela dei diritti dei predetti soggetti.
Se la deliberazione di destinazione del patrimonio non dispone diversamente
delle obbligazioni nei confronti dei soggetti a cui vantaggio la destinazione
e' effettuata Infrastrutture S.p.a. risponde esclusivamente nei limiti
del patrimonio ad essi destinato e dei diritti ad essi attribuiti.
Resta salva in ogni caso la responsabilita' illimitata di Infrastrutture
S.p.a. per le obbligazioni derivanti da fatto illecito. Per ciascuna
emissione di titoli puo' essere nominato un rappresentante comune
dei portatori dei titoli, il quale ne cura gli interessi e in loro
rappresentanza esclusiva esercita i poteri stabiliti in sede di nomina
e approva le modificazioni delle condizioni dell'operazione. Con riferimento
a ciascun patrimonio separato Infrastrutture S.p.a. tiene separatamente
i libri e le scritture contabili prescritti dagli articoli 2214 e
seguenti del codice civile. Per il caso di scioglimento di Infrastrutture
S.p.a. e di sottoposizione a procedura di liquidazione di qualsiasi
natura, i contratti relativi a ciascun patrimonio separato continuano
ad avere esecuzione e continuano ad applicarsi le previsioni contenute
nel presente comma. Gli organi della procedura provvedono al tempestivo
pagamento delle passivita' al cui servizio il patrimonio e' destinato
e nei limiti dello stesso, secondo le scadenze e gli altri termini
previsti nei relativi contratti preesistenti. Gli organi della procedura
possono trasferire o affidare in gestione a banche i beni e i rapporti
giuridici ricompresi in ciascun patrimonio destinato e le relative
passivita'.».
Art.
24.
Proroga dell'agevolazione IVA per ristrutturazioni edilizie
-
La riduzione dell'aliquota IVA per interventi di ristrutturazione
edilizia, di cui all'articolo 2, comma 6, della legge 27 dicembre
2002, n. 289, e' prorogato fino al 31 dicembre 2003.
Art.
25.
Rinnovo di agevolazioni in materia di accisa sul gas metano per usi civili
-
Le disposizioni in materia di aliquote di accisa sul gas metano per
combustione per usi civili, di cui all'articolo 27, comma 4, della
legge 23 dicembre 2000, n. 388, si applicano dalla data di entrata
in vigore del presente decreto al 31 dicembre 2004.
Art.
26.
Disposizioni per la valorizzazione e privatizzazione di beni pubblici
-
Al comma 3 dell'articolo 3, del decreto-legge 25 settembre 2001, n.
351, convertito, con modificazioni, dalla legge (( 23 novembre
2001 )), n. 410, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:
«Le medesime agevolazioni di cui al comma 8 dell'articolo 6
del decreto legislativo 16 febbraio 1996, n. 104, sono estese ai conduttori
delle unita' ad uso residenziale trasferite alle societa' costituite
ai sensi del comma 1 dell'articolo 2.».
-
Dopo il comma 3 dell'articolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001,
n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge (( 23 novembre
2001 )), n. 410, e' inserito il seguente:
«3-bis. E' riconosciuto in favore dei conduttori delle unita'
immobiliari ad uso diverso da quello residenziale il diritto di opzione
per l'acquisto in forma individuale, al prezzo determinato secondo
quanto disposto dal comma 7. Le modalita' di esercizio del diritto
di opzione sono determinate con i decreti di cui al comma 1.».
(( 2-bis. Nel comma 4 dell'articolo 3 del decreto-legge 25
settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge
23 novembre 2001, n. 410, dopo il secondo periodo, e' inserito il
seguente: «Nei casi previsti dai primi due periodi del presente
comma, qualora l'originario contratto di locazione non sia stato formalmente
rinnovato ma ricorrano comunque le condizioni previste dal primo periodo
del comma 6, il rinnovo del contratto di locazione per un periodo
di nove anni decorre dalla data, successiva al trasferimento dell'unita'
immobiliare alle societa' di cui al comma 1 dell'articolo 2, in cui
sarebbe scaduto il contratto di locazione se fosse stato rinnovato.
))
-
(( Al primo periodo del comma 5 dell'articolo 3 del decreto-legge
25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge
23 novembre 2001, n. 410, dopo le parole: «ad uso residenziale»,
sono inserite le seguenti: «, delle unita' immobiliari ad uso
diverso da quello residenziale nonche' in favore degli affittuari
dei terreni». ))
-
Alla
fine del comma 8 dell'articolo 3, del decreto-legge 25 settembre 2001,
n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge (( 23 novembre
2001 )), n. 410, sono aggiunte le seguenti parole: «Per
i medesimi immobili e' concesso, in favore dei conduttori che acquistano
a mezzo di mandato collettivo e rappresentano almeno il 50 per cento,
ma meno dell'80 per cento delle unita' residenziali complessive dell'immobile
al netto di quelle libere, un abbattimento del prezzo di cui al primo
periodo fino a un massimo (( dell'8 per cento )).
La modalita' di applicazione degli abbattimenti di prezzo sono determinate
con i decreti di cui al comma 1.».
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Al comma 13 dell'articolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n.
351, convertito, con modificazioni, dalla legge (( 23 novembre
2001 )), n. 410, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
«, che si trovano in stato di degrado e per i quali sono necessari
interventi di restauro e di risanamento conservativo, ovvero di ristrutturazione
edilizia.».
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All'articolo 3, comma 13, primo e secondo periodo, del decreto-legge
25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge
23 novembre 2001, n. 410, sono soppresse le seguenti parole: «Osservatorio
sul patrimonio immobiliare degli enti previdenziali, di concerto con
l'».
-
Al primo periodo del comma 14 dell'articolo 3, del decreto-legge 25
settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge
(( 23 novembre 2001, )) n. 410, dopo la parola: «immobili»,
sono aggiunte le seguenti: «ad uso residenziale non di pregio
ai sensi del comma 13».
-
Dopo il comma 17 dell'articolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001,
n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge (( 23 novembre
2001, )) n. 410, e' aggiunto il seguente:
«17-bis. Il medesimo divieto di cui al terzo periodo del comma
17 non si applica agli enti pubblici territoriali che intendono acquistare
unita' immobiliari residenziali poste in vendita ai sensi dell'articolo
3 che risultano libere ovvero per le quali non sia stato esercitato
il diritto di opzione da parte dei conduttori che si trovano nelle
condizioni di disagio economico di cui al comma 4, ai fini dell'assegnazione
delle unita' immobiliari ai predetti soggetti. Ai fini dell'acquisto
di immobili di cui (( al )) comma 1, le regioni,
i comuni e gli altri enti pubblici territoriali possono costituire
societa' per azioni, anche con la partecipazione di azionisti privati
individuati tramite procedura di evidenza pubblica.».
-
Al comma 20 dell'articolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n.
351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001,
n. 410, sono soppresse le parole: «Le unita' immobiliari, escluse
quelle considerate di pregio ai sensi del comma 13, per le quali i
conduttori, in assenza della citata offerta in opzione, abbiano manifestato
volonta' di acquisto entro il 31 ottobre 2001 a mezzo di lettera raccomandata
con avviso di ricevimento, sono vendute al prezzo e alle condizioni
determinati in base alla normativa vigente alla data della predetta
manifestazione di volonta' di acquisto.».
(( 9-bis. Al fine di favorire la valorizzazione dei beni immobili
statali suscettibili di uso turistico e nell'ambito del perseguimento
degli obiettivi di finanza pubblica in funzione del patto di stabilita'
e crescita, l'Agenzia del demanio, con decreto del Ministero dell'economia
e delle finanze, puo' essere autorizzata a vendere a trattativa privata,
anche in blocco, beni immobili dello Stato a Sviluppo Italia Spa Si
applicano le disposizioni contenute nel terzo e quarto periodo del
comma 1 dell'articolo 29 del presente decreto. ))
-
All'articolo 1 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito,
con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, dopo il comma
6, e' inserito il seguente:
«6-bis. I beni immobili non piu' strumentali alla gestione caratteristica
dell'impresa ferroviaria, di proprieta' di Ferrovie dello Stato spa,
ai sensi dell'articolo 43 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e
successive modificazioni, e dell'articolo 5 della legge 23 dicembre
1999, n. 488, nonche' i beni acquisiti ad altro titolo, sono alienati
da Ferrovie dello Stato spa, o dalle societa' da essa controllate,
direttamente o con le modalita' di cui al presente decreto. Le alienazioni
di cui al presente comma sono effettuate con esonero dalla consegna
dei documenti relativi alla proprieta' e di quelli attestanti la regolarita'
urbanistica, edilizia e fiscale degli stessi beni. Le risorse economico-finanziarie
derivanti dalle dismissioni effettuate direttamente ai sensi del presente
comma sono impiegate da RFI spa in investimenti relativi allo sviluppo
dell'infrastruttura ferroviaria e, in particolare, al miglioramento
della sicurezza dell'esercizio. (( Le previsioni di cui ai
primi due periodi del presente comma, previa emanazione dei decreti
previsti dal presente articolo, si applicano a tutte le societa' controllate
direttamente o indirettamente dallo Stato al momento dell'alienazione
dei beni». ))
-
All'articolo 15, comma 10, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, come
sostituito dall'articolo 22 del decreto-legge 25 settembre 2001, n.
350, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001,
n. 409, e' aggiunto, dopo l'ultimo periodo, il seguente: «Alle
cessioni dei crediti effettuate nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione
dello Stato e di altri enti pubblici, previste dalla legge ovvero
approvate con provvedimenti dell'Amministrazione dello Stato, non
si applicano gli articoli 69, commi 1, 2 e 3, e 70 del regio decreto
18 novembre 1923, n. 2440».
(( 11-bis. E' autorizzata la spesa di 2,5 milioni di euro per ciascuno
degli anni 2004 e 2005, da assegnare alla regione Friuli-Venezia Giulia
per la realizzazione di interventi e di opere infrastrutturali di
interesse locale, da essa individuati nei comuni interessati dal progetto
di ampliamento della base di Aviano. ))
(( 11-ter. All'onere derivante dal comma 11-bis, pari a 2,5 milioni
di euro per ciascuno degli anni 2004 e 2005, si provvede mediante
corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento iscritto,
ai fini del bilancio triennale 2003-2005, nell'ambito dell'unita'
previsionale di base di conto capitale «Fondo speciale»
dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze
per l'anno 2003, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento
relativo al medesimo Ministero. Il Ministro dell'economia e delle
finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio. ))
(( 11-quater. Con le modalita' ed alle condizioni previste al capo
I del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni,
dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, e successive modificazioni,
sono alienati gli alloggi di cui alla legge 18 agosto 1978, n. 497,
non ubicati nelle infrastrutture militari o, se ubicati, non operativamente
posti al loro diretto e funzionale servizio, secondo quanto previsto
con decreto del Ministero della difesa, ne' classificati quali alloggi
di servizio connessi all'incarico occupati dai titolari dell'incarico
in servizio. La disposizione di cui al presente comma non si applica
agli alloggi che, alla data di entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto, si trovino in una delle seguenti situazioni:
a) sono effettivamente assegnati a personale in servizio per attuali
esigenze abitative proprie o della famiglia, nel rispetto delle condizioni
e dei criteri di cui al regolamento di cui al decreto del Ministro
della difesa 16 gennaio 1997, n. 253;
b) sono in corso di manutenzione per avvicendamento dei titolari;
c) sono occupati da soggetti ai quali sia stato notificato, anche
eventualmente a mezzo ufficiale giudiziario, il provvedimento amministrativo
di recupero forzoso. ))
(( 11-quinquies. Il diritto di opzione previsto dai commi 3 e 6 dell'articolo
3 del decreto-legge n. 351 del 2001, convertito, con modificazioni,
dalla legge n. 410 del 2001, spetta solo a coloro che comunque corrispondono
allo Stato un canone o una indennita' per l'occupazione dell'alloggio.
))
(( 11-sexies. Per l'anno 2004 una quota delle entrate rivenienti dalla
vendita degli immobili di cui al comma 11-quater, nel limite di 20
milioni di euro, e' riassegnata allo stato di previsione del Ministero
della difesa in apposito fondo per provvedere alla spesa per i canoni
di locazione degli immobili stessi. Il Ministro dell'economia e delle
finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio. A decorrere dall'anno 2005, l'importo del
fondo e' determinato con la legge di bilancio. ))
(( 11-septies. E' autorizzata la spesa di 15 milioni di euro per l'anno
2003, da trasferire al comune di Roma, per investimenti nel settore
del trasporto pubblico locale. All'onere derivante dal presente comma,
pari a 15 milioni di euro per l'anno 2003, si provvede mediante corrispondente
riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale
2003-2005, nell'ambito dell'unita' previsionale di base di conto capitale
«Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze per l'anno 2003, allo scopo parzialmente
utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. Il Ministro
dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.». ))
Art.
27.
Verifica dell'interesse culturale del patrimonio immobiliare pubblico
-
Le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, alle
province, alle citta' metropolitane, ai comuni e ad ogni altro ente
ed istituto pubblico, di cui all'articolo 2 del decreto legislativo
29 ottobre 1999, n. 490, sono sottoposte alle disposizioni in materia
di tutela del patrimonio culturale fino a quando non sia stata effettuata
la verifica di cui al comma 2.
-
La verifica circa la sussistenza dell'interesse artistico, storico,
archeologico o etnoantropologico nelle cose di cui al comma 1, e'
effettuata dalle soprintendenze, d'ufficio o su richiesta dei soggetti
cui le cose appartengono, sulla base di indirizzi di carattere generale
stabiliti dal Ministero per i beni e le attivita' culturali.
-
Qualora nelle cose sottoposte a verifica non sia stato riscontrato
l'interesse di cui al comma 2, le cose medesime sono escluse dall'applicazione
delle disposizioni di tutela di cui al decreto legislativo n. 490
del 1999.
-
4.
L'esito negativo della verifica avente ad oggetto cose appartenenti
al demanio dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici
territoriali, e' comunicato ai competenti uffici affinche' ne dispongano
la sdemanializzazione, qualora non vi ostino altre ragioni di pubblico
interesse (( da valutarsi da parte del Ministero interessato
)).
-
(Comma soppresso).
-
I beni nei quali sia stato riscontrato, in conformita' agli indirizzi
generali richiamati al comma 2, l'interesse artistico, storico, archeologico
o etnoantropologico restano definitivamente sottoposti alle disposizioni
di tutela. (( L'accertamento positivo costituisce dichiarazione
ai sensi degli articoli 6 e 7 del testo unico di cui al decreto legislativo
n. 490 del 1999 ed e' trascritto nei modi previsti dall'articolo 8
del medesimo testo unico. ))
-
Le disposizioni del presente articolo si applicano alle cose di cui
al comma 1 anche qualora i soggetti cui esse appartengono mutino in
qualunque modo la loro natura giuridica.
-
In sede di prima applicazione del presente articolo, la competente
filiale dell'Agenzia del demanio trasmette alla soprintendenza regionale,
entro trenta giorni dalla emanazione del decreto di cui al comma 9,
gli elenchi degli immobili di proprieta' dello Stato o del demanio
statale sui quali la verifica deve essere effettuata, corredati di
schede descrittive recanti i dati conoscitivi relativi ai singoli
immobili.
-
I criteri per la predisposizione degli elenchi e le modalita' di redazione
delle schede descrittive (( nonche' le modalita' di trasmissione
dei predetti elenchi e delle schede descrittive anche per il tramite
di altre amministrazioni interessate )) sono stabiliti con
decreto del Ministero per i beni e le attivita' culturali, da emanare
di concerto con l'Agenzia del demanio (( e con la Direzione
generale dei lavori e del demanio del Ministero della difesa per i
beni immobili in uso all'amministrazione della difesa ))
entro trenta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto-legge.
-
La soprintendenza regionale, sulla base dell'istruttoria svolta dalle
soprintendenze competenti e del parere da queste formulato nel termine
perentorio di trenta giorni dalla richiesta, conclude il procedimento
di verifica in ordine alla sussistenza dell'interesse culturale dell'immobile
con provvedimento motivato e ne da' comunicazione all'agenzia richiedente,
entro sessanta giorni dalla ricezione della relativa scheda descrittiva.
(( La mancata comunicazione nel termine complessivo di centoventi
giorni dalla ricezione della scheda equivale ad esito negativo della
verifica. ))
-
Le schede descrittive (( degli immobili di proprieta' dello
Stato oggetto di verifica positiva, )) integrate con il provvedimento
di cui al comma 10, confluiscono in un archivio informatico accessibile
ad entrambe le amministrazioni, per finalita' di monitoraggio del
patrimonio immobiliare e di programmazione degli interventi in funzione
delle rispettive competenze istituzionali.
-
Per gli immobili appartenenti alle regioni ed agli altri enti pubblici
territoriali, nonche' per quelli di proprieta' di altri enti ed istituti
pubblici, la verifica e' avviata a richiesta degli enti interessati,
che provvedono a corredare l'istanza con le schede descrittive dei
singoli immobili. Al procedimento cosi' avviato si applicano le disposizioni
dei commi 10 ed 11.
-
Le procedure di valorizzazione e dismissione previste dai commi 15
e 17 dell'articolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351,
convertito, con (( modificazioni, dalla )) legge
23 novembre 2001, n. 410, (( nonche' dai commi dal 3 al 5
dell'articolo 80 )) della legge 27 dicembre 2002, n. 289,
(( si applicano anche ai beni immobili di cui al comma 3 ))
del presente articolo, nonche' a quelli individuati ai sensi del comma
112 dell'articolo 3 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e successive
modificazioni, e del comma 1 dell'articolo 44 della legge 23 dicembre
1998, n. 448. All'articolo 44 della legge 23 dicembre 1998, n. 448,
e successive modificazioni, sono soppressi i commi 1-bis e 3.
(( 13-bis. L'Agenzia del demanio, di concerto con la Direzione
generale dei lavori e del demanio del Ministero della difesa, individua
beni immobili in uso all'amministrazione della difesa non piu' utili
ai fini istituzionali da inserire in programmi di dismissione per
le finalita' di cui all'articolo 3, comma 112, della legge 23 dicembre
1996, n. 662, e successive modificazioni. ))
Art.
28.
Cessione terreni
-
Al comma 8 dell'articolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n.
351, convertito, con modificazioni, dalla legge (( 23 novembre
2001 )), n. 410, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:
«Il prezzo di vendita dei terreni e' pari al prezzo di mercato
degli stessi immobili liberi, diminuito del 30 per cento. E' riconosciuto
agli affittuari il diritto di opzione per l'acquisto da esercitarsi
con le modalita' e nei termini di cui al comma 3 del presente articolo.
(( Agli affittuari coltivatori diretti o imprenditori agricoli
che esercitano il diritto di opzione per l'acquisto, e' concesso l'ulteriore
abbattimento di prezzo secondo percentuali analoghe a quelle previste
dal presente comma e determinate con i criteri di cui al comma 1.
Gli affittuari che esercitano il diritto di opzione possono procedere
all'acquisto dei terreni attraverso il regime di aiuto di Stato n.
110/2001, approvato dalla Commissione europea con decisione comunitaria
n. SG (2001) D/288933 del 3 giugno 2001. Non si applicano alle operazioni
fondiarie attuate attraverso il regime di Stato n. 110/2001 le disposizioni
previste dall'articolo 8 della legge 26 maggio 1965, n. 590, e dall'articolo
7 della legge 14 agosto 1971, n. 817. Tali operazioni usufruiscono
delle agevolazioni tributarie per la formazione e l'arrotondamento
della proprieta' contadina previste dalla legge 6 agosto 1954, n.
604. ))
(( 1-bis. All'articolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 5, l'ultimo periodo e' sostituito dal seguente: «I
decreti di cui al comma 1 individuano, anche in deroga a quanto previsto
dalla vigente normativa, gli adempimenti necessari al fine di consentire
l'esercizio del diritto di prelazione da parte dei soggetti che ne
sono titolari»;
b) al comma 6, primo periodo, dopo le parole: «dei conduttori»
sono inserite le seguenti: «e degli affittuari dei terreni»
e, dopo le parole: «l'irregolarita», sono inserite le
seguenti: «dell'affitto o»;
c) al comma 7, il secondo periodo e' sostituito dal seguente: «I
terreni e le unita' immobiliari liberi ovvero i terreni e le unita'
immobiliari per i quali gli affittuari o i conduttori non hanno esercitato
il diritto di opzione per l'acquisto, sono posti in vendita al miglior
offerente individuato con procedura competitiva, le cui caratteristiche
sono determinate dai decreti di cui al comma 1, fermo restando il
diritto di prelazione di cui al comma 5»;
d) al comma 18, ultimo periodo, dopo le parole: «dei canoni
di», sono inserite le seguenti: «affitto o»;
e) al comma 19, sesto periodo, dopo le parole: «In caso di cessione»,
sono inserite le seguenti: «agli affittuari o». ))
Art.
29.
Cessione di immobili adibiti ad uffici pubblici
-
Ai fini del perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica previsti
per l'anno 2004 attraverso la dismissione di beni immobili dello Stato,
(( in funzione del patto di stabilita' e crescita, si provvede
alla alienazione di tali immobili )) con prioritario riferimento
a quelli per i quali sia stato gia' determinato il valore di mercato.
L'Agenzia del demanio e' autorizzata, (( con decreto dirigenziale
del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con i Ministeri
interessati )), a vendere a trattativa privata, anche in
blocco, beni immobili adibiti ad uffici pubblici non assoggettati
alle disposizioni in materia di tutela del patrimonio culturale dettate
dal decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, ovvero per i quali
sia stato accertato, con le modalita' indicate nell'articolo 27 ((
del presente decreto )), l'inesistenza dell'interesse culturale.
La vendita fa venire meno l'uso governativo, (( ovvero l'uso
pubblico )) e l'eventuale diritto di prelazione spettante
ad enti pubblici anche in caso di rivendita. Si applicano le disposizioni
di cui al secondo periodo del comma 17 dell'articolo 3 del decreto-legge
25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge
23 novembre 2001, n. 410, nonche' al primo ed al secondo periodo del
comma 18 del medesimo articolo 3. Per l'anno 2004, una quota delle
entrate rivenienti dalla vendita degli immobili di cui al presente
articolo, nel limite di 50 milioni di euro, e' iscritta nello stato
di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze in apposito
fondo da ripartire, per provvedere alla spesa per i canoni di locazione
degli immobili stessi. (( Una quota, stabilita con decreto
del Ministro dell'economia e delle finanze, delle risorse di cui agli
articoli 28, comma 3, e 29, comma 4, della legge 18 febbraio 1999,
n. 28, non impegnate al termine dell'esercizio finanziario 2003, e'
versata all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnata,
con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, al fondo di
cui al precedente periodo, ai sensi del regolamento di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 10 novembre 1999, n. 469. Resta fermo
che le risorse di cui all'articolo 29, comma 4, della legge n. 28
del 1999, affidate al citato fondo sono destinate alla spesa per i
canoni di locazione di immobili per il Corpo della Guardia di finanza;
la rimanente parte delle risorse stanziate per l'anno 2000 e non impegnate
al termine dell'esercizio finanziario 2003 e' destinata all'incremento
delle dotazioni finanziarie finalizzate alla realizzazione del programma
di interventi infrastrutturali del Corpo. )) Il fondo e'
attribuito alle pertinenti unita' previsionali di base degli stati
di previsione interessati con decreti del Ministro dell'economia e
delle finanze, su proposta del Ministro competente, da comunicare,
anche con evidenze informatiche, tramite l'Ufficio centrale di bilancio
alle relative Commissioni parlamentari e alla Corte dei conti. A decorrere
dall'anno 2005, l'importo del fondo e' determinato con la legge di
bilancio.
(( 1-bis. Alle procedure di valorizzazione e dismissione previste
dai commi 15 e 17 dell'articolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001,
n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001,
n. 410, nonche' dai commi dal 3 al 5 dell'articolo 80 della legge
27 dicembre 2002, n. 289, e dall'articolo 30 del presente decreto
si applicano le disposizioni del regolamento di cul al decreto del
Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 383, e dell'articolo
81, quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio
1977, n. 616, e successive modificazioni. Per le opere rientranti
nelle procedure di valorizzazione e dismissione indicate nel primo
periodo del presente comma, ai soli fini dell'accertamento di conformita'
previsto dagli articoli 2 e 3 del citato regolamento di cui al decreto
del Presidente della Repubblica n. 383 del 1994, la destinazione ad
uffici pubblici e' equiparata alla destinazione, contenuta negli strumenti
urbanistici e nei regolamenti edilizi, ad attivita' direzionali o
allo svolgimento di servizi. Resta ferma, per quanto attiene al contributo
di costruzione, la disciplina contenuta nella sezione II del capo
II del titolo II della parte I del testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. ))
Art.
30.
Valorizzazione immobili dello Stato attraverso strumenti societari
-
((Ai
fini della valorizzazione, trasformazione, commercializzazione e gestione
del patrimonio immobiliare dello Stato e con le procedure di cui al
primo periodo del comma 15 dell'articolo 3 del decreto-legge 25 settembre
2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre
2001, n. 410, vengono promosse le societa' di trasformazione urbana
secondo quanto disposto dall'articolo 120 del testo unico delle leggi
sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267, che includano nel proprio ambito di intervento
immobili di proprieta' dello Stato, anche con la partecipazione del
Ministero dell'economia e delle finanze, attraverso l'Agenzia del
demanio, delle regioni, delle province, e delle societa' interamente
controllate dallo stesso Ministero. Nel caso in cui gli enti preposti
non abbiano provveduto alla costituzione di tali societa' entro centottanta
giorni dalla comunicazione da parte dell'Agenzia del demanio dell'individuazione
dei beni oggetto dei fini sopra indicati, il Ministero dell'economia
e delle finanze, mediante l'Agenzia del demanio, ne promuove la costituzione.
)) L'Agenzia del demanio individua gli azionisti privati
delle societa' di trasformazione tramite procedura di evidenza pubblica.
Alle societa' di trasformazione urbana, costituite ai sensi del presente
comma, possono essere conferiti o attribuiti, a titolo di concessione,
singoli beni immobili o compendi immobiliari di proprieta' dello Stato
individuati dall'Agenzia del demanio d'intesa con i comuni, le province
e le regioni territorialmente interessati, sentite inoltre le Amministrazioni
statali preposte alla tutela nel caso di immobili gravati da vincoli.
Il trasferimento non modifica il regime giuridico previsto dagli articoli
823 e 829, primo comma, del codice civile, dei beni demaniali trasferiti.
I rapporti, anche di natura patrimoniale, intercorrenti tra l'Agenzia
del demanio e la societa' di trasformazione urbana sono disciplinati
da apposita convenzione contenente, a pena di nullita', gli obblighi
e i diritti delle parti. Una quota dei proventi derivanti dalla valorizzazione
degli immobili attraverso le procedure di cui al presente comma spettante
agli azionisti pubblici delle societa' di trasformazione urbana, da
stabilirsi con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze,
e' destinata alla realizzazione di programmi di edilizia residenziale
convenzionata, finalizzati a sopperire alle esigenze abitative dei
comuni e delle aree metropolitane, elaborati di intesa con le regioni
e gli enti locali interessati. (( I predetti programmi prevedono
una quota, di norma pari al 25 per cento, di alloggi da destinare
ai soggetti indicati nei primi due periodi del comma 4 dell'articolo
3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni,
dalla legge 23 novembre 2001, n. 410. ))
-
Il Ministero dell'economia e delle finanze, tramite l'Agenzia del
demanio, puo' partecipare a societa' di trasformazione urbana, promosse
dalle citta' metropolitane e dai comuni, ai sensi dell'articolo 120
del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, approvato
con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni
e integrazioni, che includano nel proprio ambito di intervento immobili
di proprieta' dello Stato.
(( 2-bis. Al fine di assicurare la continuita' dell'azione
svolta dall'Agenzia del demanio anche nella fase di trasformazione
in ente pubblico economico e di garantire la massima efficienza nello
svolgimento dei compiti assegnati ai sensi del presente articolo,
nonche' degli articoli 27 e 29 del presente decreto, il personale
in servizio presso la predetta Agenzia puo esercitare l'opzione irrevocabile
per la permanenza nel comparto delle agenzie fiscali o per il passaggio
ad altra pubblica amministrazione di cui all'articolo 1, comma 2,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni,
entro due mesi dalla data di approvazione del nuovo statuto e comunque
non oltre il 31 gennaio 2004. L'eventuale opzione gia' esercitata
ai sensi dell'articolo 3, comma 5, del decreto legislativo 3 luglio
2003, n. 173, si intende confermata ove, entro il predetto termine,
non venga revocata. All'articolo 3 del decreto legislativo 3 luglio
2003, n. 173, dopo il comma 5 e' inserito il seguente: «5-bis.
I dipendenti in servizio all'atto della trasformazione in ente pubblico
economico mantengono il regime pensionistico e quello relativo alla
indennita' di buonuscita secondo le regole vigenti per il personale
delle pubbliche amministrazioni. Entro sei mesi dalla data di entrata
in vigore dello statuto, i predetti dipendenti possono esercitare
opzione per il regime pensionistico cui e' iscritto il personale assunto
successivamente a detta data.». ))
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