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IL GOVERNO PROPONE, CON LA FINANZIARIA, DI INTERROMPERE A GIUGNO LA DETRAZIONE DEL 36% SULLE RISTRUTTURAZIONI ED ELIMINA LA RIDUZIONE DELL'IVA AL 10%.
L'APU PROTESTA E CHIEDE CHE LA DETRAZIONE SIA RESA ORGANICA E PORTATA AL 40%, PER PROGRAMMARE NEL TEMPO UN PIANO DI SALVAGUARDIA, RECUPERO E MESSA A NORMA DEL PATRIMONIO ABITATIVO.
La proposta di finanziaria, depositata in Parlamento, prevede che la detrazione fiscale del 36% dall'IRPEF, in vigore ormai da tre anni per la ristrutturazione ed i lavori sulle abitazioni, cessi a giugno 2002 ed elimina, inoltre, la riduzione dell'IVA al 10%. "E' assurdo e incomprensibile -ha affermato Antonio De Monaco Presidente dell'Apu - che una misura decisiva per tutelare e salvaguardare il patrimonio abitativo ed aiutare i proprietari utenti alle prese con il degrado delle abitazioni e la necessita' di provvedere a lavori di messa a norma imposti dalle direttive comunitarie, sia interrotta dopo diversi anni di vigenza. Questo avviene, paradossalmente, quando i dati diffusi dalle Finanze testimoniano del vastissimo successo di una misura di incentivo ai lavori, che ha conseguito almeno tre obiettivi: il recupero e la messa in sicurezza delle abitazioni; lo sviluppo dell'occupazione nel settore edilizio; l'emersione dal nero delle attività connesse al recupero. Gli italiani hanno gradito ed 1 milione di domande in tre anni, secondo i dati diffusi dalle Finanze , hanno sancito il successo dell'iniziativa che ora rischia di interrompersi bruscamente ed in maniera ingiustificata a giugno 2002. Questo avrà effetti negativi specie se si considera che, nei prossimi mesi e sino al 2003, i proprietari utenti ed i condomini dovranno adempiere a varie normative che impongono lavori (ascensori,eliminazione dell'amianto e dei materiali nocivi dagli edifici). L'APU ritiene, invece, che l'attuale normativa vada confermata e migliorata al fine di:
Su queste problematiche presenteremo, nei prossimi giorni, una specifica proposta al Governo ed alle istituzioni parlamentari.
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