LA RIFORMA DEL CONDOMINIO NON PUÒ PRESCINDERE DAI DIRITTI DEGLI UTENTI

La ripresa dell’esame del progetto di riforma del condominio, da parte della Commissione Giustizia del Senato in sede deliberante, prende avvio da un testo che, nell’attuale formulazione, presenta elementi di preoccupazione su punti essenziali.
In particolare le organizzazioni di rappresentanza degli inquilini e dei proprietari utenti, intendono ribadire che una reale riforma dell’istituto condominiale deve, oggi, caratterizzarsi per uno spazio nuovo di tutele e garanzie date all’utente abitativo.

In questo senso intendiamo sottolineare alcuni decisivi passaggi che riguardano:

  1. La non condivisibile imposizione dell’iscrizione al registro degli amministratori di quei condomini che rivestono il ruolo di amministratore esclusivamente nell’ambito del proprio condominio. Questa previsione rappresenta un grave limite ed un serio ostacolo alla valorizzare della gestione diretta e partecipata dei condomini e rischia, con l’introduzione di incombenze, oneri e spese sproporzionati, di scoraggiare questa importante forma di gestione che, specie nei condominii di minori dimensioni e complessità, registra un’ampia soddisfazione dell’utenza;
  2. La necessità di una maggiore accentuazione del ruolo e dei compiti del Consiglio di condominio quale organismo che assicuri peso e partecipazione alla rappresentanza degli utenti, coinvolgendolo anche in funzioni sostitutive dell’amministratore decaduto o in situazioni di stallo decisionale, ad esempio in materia di regole della partecipazione nel super-condominio;
  3. Una forte scelta di campo a favore della conciliazione stragiudiziale: occorre un reale e attivo coinvolgimento delle associazioni di rappresentanza dell’utenza e degli amministratori nonché delle imprese fornitrici di beni e servizi al condominio, nelle procedure di conciliazione, assicurando nel contempo il reale sviluppo di queste forme alternative di giustizia, con la previsione di una normativa che favorisca e promuova l’introduzione, in tutti i regolamenti condominiali esistenti e da approvare, di regole che comportino il ricorso al tentativo di conciliazione.

Sunia ed Apu auspicano che, nel prosieguo dell’esame parlamentare del disegno di legge, si tenga conto di queste osservazioni apportando le opportune modifiche all’attuale testo.