LA
RIFORMA DEL CONDOMINIO NON PUÒ PRESCINDERE DAI DIRITTI DEGLI
UTENTI
La ripresa
dell’esame del progetto di riforma del condominio, da parte della
Commissione Giustizia del Senato in sede deliberante, prende avvio da
un testo che, nell’attuale formulazione, presenta elementi di
preoccupazione su punti essenziali.
In particolare le organizzazioni di rappresentanza degli inquilini e
dei proprietari utenti, intendono ribadire che una reale riforma dell’istituto
condominiale deve, oggi, caratterizzarsi per uno spazio nuovo di tutele
e garanzie date all’utente abitativo.
In questo
senso intendiamo sottolineare alcuni decisivi passaggi che riguardano:
- La
non condivisibile imposizione dell’iscrizione al registro
degli amministratori di quei condomini che rivestono il ruolo
di amministratore esclusivamente nell’ambito del proprio condominio.
Questa previsione rappresenta un grave limite ed un serio ostacolo
alla valorizzare della gestione diretta e partecipata dei condomini
e rischia, con l’introduzione di incombenze, oneri e spese sproporzionati,
di scoraggiare questa importante forma di gestione che, specie nei
condominii di minori dimensioni e complessità, registra un’ampia
soddisfazione dell’utenza;
- La
necessità di una maggiore accentuazione del ruolo e dei compiti
del Consiglio di condominio quale organismo che assicuri
peso e partecipazione alla rappresentanza degli utenti, coinvolgendolo
anche in funzioni sostitutive dell’amministratore decaduto o
in situazioni di stallo decisionale, ad esempio in materia di regole
della partecipazione nel super-condominio;
- Una
forte scelta di campo a favore della conciliazione stragiudiziale:
occorre un reale e attivo coinvolgimento delle associazioni di rappresentanza
dell’utenza e degli amministratori nonché delle imprese
fornitrici di beni e servizi al condominio, nelle procedure di conciliazione,
assicurando nel contempo il reale sviluppo di queste forme alternative
di giustizia, con la previsione di una normativa che favorisca e promuova
l’introduzione, in tutti i regolamenti condominiali esistenti
e da approvare, di regole che comportino il ricorso al tentativo di
conciliazione.
Sunia ed
Apu auspicano che, nel prosieguo dell’esame parlamentare del disegno
di legge, si tenga conto di queste osservazioni apportando le opportune
modifiche all’attuale testo.
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